The Wailing - Premio della giuria del 15mo Florence Korea Film Fest - Black Mària
venerdì, giugno 23, 2017
Black Mària

The Wailing – Premio della giuria del 15mo Florence Korea Film Fest

“Il film presenta una straordinaria capacità di mescolare, travalicare e reinventare i generi cinematografici tradizionali, in particolare il thriller e il mistery, e di trattare un tema universale, ma mai così attuale, come quello della caccia al diverso. Il risultato è un’opera dal tocco autoriale sofisticato, ma al tempo stesso perfettamente accessibile al vasto pubblico, in cui spettatore e personaggi vengono accomunati dal medesimo straniamento percettivo. “The Wailing” si distingue inoltre per un’estetica raffinata, e per una significativa padronanza di un linguaggio suggestivo e simbolico”.

Queste le motivazioni che hanno spinto la giornalista Gaia Rau e il critici cinematografici Donato De Carlo e Tommaso Tronconi a premiare The Wailing (Il Gemito) come miglior film di questo quindicesimo Florence Korea Film Fest. 

Un film, sul sempre attuale tema della xenofobia, straordinariamente sorprendente, con una trama ben congeniata ed uno sviluppo inaspettato delle vicende. Una pellicola che reinventa il thriller e il genere mistery aggiungendo elementi legati all’esoterismo e alle possessioni demoniache, non tralasciando però anche un pizzico di ironia ed una scelta molto suggestiva di location.

Ambientato in un villaggio di montagna della Corea del Sud, The Wailing è un’opera che punta molto anche sulla costruzione minuziosa della fotografia e della scenografia che contribuiscono a creare quelle ambientazioni cupe di cui questo thriller si nutre, dall’inizio alla fine.

Jong-goo (interpretato da Don-won Kwak)  è un semplice agente di polizia che, improvvisamente, si trova a dover affrontare un caso legato ad una terribile epidemia che si è propagata nel suo villaggio. L’indagine è contro un misterioso giapponese arrivato in città che, almeno in apparenza, sembra essere collegato allo strano fenomeno infettivo. E’ evidente qui il fine di questa pellicola e la denuncia del regista, nonché sceneggiatore, Na Hong-jin: l’avversione per tutto ciò che è diverso, per tutto ciò che non conosciamo e non riusciamo a comprendere. Sembra sia facile infatti per Jong-goo incolpare lo straniero per tutto ciò che di brutto inizia ad accadere nel villaggio, soprattutto anche quando la figlia si ammala di questa terribile malattia.

Ma il poliziotto non è da solo nelle sue ricerche, verrà infatti affiancato ed aiutato da uno sciamano (interpretato da Jung-min Hwang) e da una donna di cui non si sa nulla, nemmeno il nome (per questo chiamata Moo-meyong, che in coreano vuol dire Senza Nome”). La morte e la sofferenza accompagnano il protagonista nella sua disperata ricerca, il pericolo è sempre dietro l’angolo e qualcosa di più malvagio di una semplice malattia si annida nel villaggio, qualcosa di non umano.

Na Hong-jin con la sua macchina da presa riesce a creare tensione nell’animo di chi guarda il film, aiutato da attori eccezionali e da una trama impeccabile, ma la sua firma registica è fortissima all’interno della pellicola. I ritmi del film, inizialmente lenti e pacati, si fanno sempre di più incalzanti e veloci, “martellando” lo spettatore e facendolo immergere in modo del tutto empatico nella vicenda, immedesimandosi con il protagonista e la sua sofferenza. Un thriller psicologico, esoterico, misterioso, drammatico e poliziesco dalle forti tematiche, un film che potrebbe aver reinventato un genere.

Il premio consegnato a The Wailing è risultato quasi scontato, ma comunque ben accolto da tutto il pubblico presente in sala al momento della premiazione. Il festival era davvero pregno di pellicole molto valide e di tutti i generi, ma The Wailing si è effettivamente distinto tra tanti. Ci si augura che film del genere possano essere di esempio per poter ridare smalto ad un genere che ha sempre avuto molta fortuna in tutto il mondo. Congratulazioni a Na Hong-jin e al suo team.

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About The Author

Nasco da un’idea di Patrizia Tempone e Giovanni Trifoglio che in una notte afosa di Agosto hanno dato sfogo alla loro passione. Sin da piccolo mostro i caratteri del genio (incompreso), ma soprattutto viene già fuori una passione smisurata per il cinema. Cresco a suon di film e videogiochi, lasciando poco spazio allo studio…anzi pochissimo. Vado avanti per grazia divina e arrivo ai nostri giorni con tante idee ma pochi realizzazioni, fino ad ora…fino a Black Mària.