Nosferatu - L'indimenticabile rappresentazione del male - Black Mària
lunedì, ottobre 23, 2017
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Nosferatu – L’indimenticabile rappresentazione del male

Nosferatu è un film muto, girato più di 94 anni fa (il film uscì nel 1922), eppure mette in scena la rappresentazione del vampiro più spaventosa ed inquietante mai vista finora. La sua sagoma nera, il suo volto spigoloso e spiritato, le movenze minacciose e contorte (il suo interprete, Max Schreck, si ispirò ai movimenti degli animali selvatici per interpretarlo) rendono il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau indimenticabile, una eterna e gotica icona horror. Nessuno è riuscito ad avvicinarsi neanche lontanamente a lui. Perché il conte Orlok di Schreck è nero come la notte, ha un’ombra enorme e mortale, occhi vuoti, dita lunghe ed affilate ed è il male puro.

Non c’è nessuna pulsione sensuale (il Dracula di Bela Lugosi), nessuna eccitazione primitiva (quello, seppur notevole, di Gary Olman), nessuna tragicità, nessun sentimento in lui. Solo il male, raffigurato nelle sue sembianze animalesche, semplice ma spietato ed implacabile. Ecco perché Nosferatu rimane indelebile nella memoria di chi lo guarda, nonostante sia stato creato quasi un secolo fa.

imageLa storia è famosissima e nota a tutti ormai, nonostante il tentativo di camuffamento operato dal regista: il giovane agente immobiliare tedesco Hutter viene spinto dal suo datore di lavoro, Knock, ad accettare un incarico in Transilvania, dove dovrebbe portare a termine la vendita di alcune case di Brema al Conte Orlok. Giunto nel suo sinistro castello sui Carpazi, scoprirà di essere finito nelle mani di un vampiro che lo terrà suo prigioniero e poi partirà per la Germania, per portare pestilenza e morte nella nazione. Sarà Ellen, rappresentazione del bene e della luce, fidanzata del protagonista e vittima designata del vampiro, con il suo sacrificio a cacciare via le tenebre dalla città. La genesi del film è stata un po’ avventurosa. Murnau trasse chiaramente spunto dal Dracula di Bram Stoker, senza però pagare i diritti alla vedova dello scrittore irlandese, la quale, nonostante nel film fossero stati cambiati nomi e ambientazioni, fece causa e la vinse. Murnau fu così obbligato a distruggere tutte le copie del suo film. Ma ne salvò segretamente una, che fu diffusa in futuro arrivando fino ai giorni nostri.

Il film nasce in un periodo storico ed in un contesto culturale molto particolare e definito. Il primo conflitto mondiale è alle spalle, e con esso i grandi imperi europei. La Germania è in crisi, penalizzata dalle fortissime sanzioni post-belliche, il processo di chiusura ed isolamento del popolo tedesco che portò allo sviluppo repentino di ansie e paure nei confronti di un sistema tirannico che già aleggiava nell’aria influenzò ogni forma d’arte dell’epoca. E Nosferatu parla proprio di questo: il vampiro rappresenta il male, la causa delle angosce del popolo tedesco, qualcosa di orribile ed assolutamente incombente. Ma non arriva direttamente dall’esterno. Trova terreno fertile in un ambiente già contaminato, sferzato dagli eventi e cresciuto all’ombra dello sviluppo malato dei grandi ideali egoistici. Il mostro arrivato da lontano cammina per le strade buie della grande città tedesca accompagnato da un’enorme colonia di topi, tramite i quali diffondere la peste. E’ il metodo artistico di Murnau per rappresentare il buio che si avvicina, che soffocherà tutto e tutti di lì a poco.

imageE’ in questo contesto che nasce l’espressionismo tedesco, a cui Nosferatu appartiene, pur con qualche importante deviazione. La differenza principale tra i canoni dell’espressionismo e l’opera di Murnau infatti è la rappresentazione irreale, deformata, esagerata della realtà tipica dei capolavori espressionisti (Il gabinetto del dottor Caligari ad esempio) che invece manca in Nosferatu. Il regista ricrea le scene in modo realistico, proporzionato, addirittura filma alcune scene in esterna, sfruttando paesaggi veri piuttosto che ricrearli in interni come invece la corrente artistica espressionista richiedeva. Tuttavia la fotografia, il gioco tra luci ed ombre ed una predominanza nettissima di scenari da incubo e gotici, come ad esempio il castello del conte, arredamento compreso, riavvicinano il film ai temi standard dell’espressionismo. Da citare anche le innovazioni tecniche utilizzate da Murnau, audaci e geniali per l’epoca. Su tutte alcune sequenze filmate in negativo o accelerate per aumentare il senso di inquietudine dello spettatore.

Il film generò un ottimo remake ufficiale nel 1979 (diretto addirittura dal grande Werner Herzog, che giudicava l’originale Nosferatu il film tedesco più importante della storia), un film sulla sua realizzazione in cui si ipotizzava che l’attore Scherck fosse un vero vampiro, alimentando una delle tante leggende intorno all’opera originale, ed una serie infinita di imitazioni o film più o meno direttamente influenzati dall’originale opera miliare.

Resta uno dei primi capolavori del cinema, diretto da un geniale precursore dei tempi, con un’interpretazione straordinaria che crea un personaggio iconico ed inconfondibile, che durerà in eterno e che, a distanza di anni, continua a generare uno strisciante senso di angoscia, un brivido. E’ l’ombra che speri di non vedere mai sulla parete della tua camera, la sagoma che riconosci immediatamente, gli occhi vuoti e sbarrati che ti terrorizzano da sempre. Non importa quanto vecchio possa essere il film, alcune immagini non si dimenticheranno mai. E questo basta a farne un assoluto capolavoro.

 

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About The Author

Sono Luca, ho 36 anni e vivo a Napoli. Da sempre appassionato di cinema, prediligo quello di genere, i b-movies ed i vecchi artigiani di una volta. Non riesco a decidere il mio film preferito, ci sto pensando da anni...nel frattempo continuo ad accumulare potenziali candidati. La mia citazione preferita: "Non riesco a ricordare di dimenticarmi", da Memento.