Metropolis - Analisi della locandina - Black Mària
lunedì, giugno 26, 2017
Black Mària

Metropolis – Analisi della locandina

Articolo tratto da  Art Over Coversa cura di Leonardo Marzorati

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Anno d’uscita: 1927
Regia: Fritz Lang

Il più celebre film di fantascienza distopica della storia del cinema è probabilmente Metropolis di Fritz Lang.

La locandina è rimasta nell’immaginario collettivo. Siamo di fronte a un quadro espressionista, la principale corrente artistica tedesca tra gli anni dieci e venti. In caratteri quasi runici in cima alla locandina domina il titolo del film, come se fosse proiettato da fari pirotecnici, molto in voga all’epoca per pubblicizzare spettacoli. Subito sotto svettano i palazzi futuristici dell’incredibile città creata da Lang e Thea von Harbou. Ci si rende subito conto di cosa sia Metropolis, una città di un futuro lontano (la pellicola è ambientata nel 2026, cent’anni esatti dopo le riprese) in cui esistono piani altissimi e bassifondi.

Ai piedi dei grattacieli c’è il robot protagonista. Questa creatura metallica dagli occhi profondi fissa lo spettatore con il suo fascino meccanico, lasciando percepire la sua sessualità femminile. Il robot ha in sé l’esteriorità della protagonista Maria, interpretata dall’incantevole Brigitte Helm. È un personaggio cinematografico tra i più ricordati, tanto da essere ripreso in anni lontani per altre opere di successo; basti pensare a C-3PO di Guerre Stellari o al video di “Radio Ga Ga” dei Queen.

In basso alla locandina svetta il nome del regista e più in piccolo quelli di attori e produttori. È un capolavoro di film e di locandina, un’opera d’arte espressionista che continua a far riflettere su diversità sociali e sogni infranti di giustizia.

 

 

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“E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione”. Non sopporto il sabato sera, la nausea del mattino, la distanza, i cori russi,la musica finto rock, la new wave italiana e il free jazz punk inglese. Per il resto, mi trovate al sesto piano.