La Cosa - Quando Carpenter incontra Lovecraft - Black Mària
lunedì, ottobre 23, 2017
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La Cosa – Quando Carpenter incontra Lovecraft

Spesso si comincia a parlare del film La cosa introducendolo come remake di un classico della fantascienza La cosa da un altro mondo, di  Howard Hawks. Il che è tecnicamente vero. Ma Carpenter supera di gran lunga il suo maestro rendendo il remake un gioiello unico e prezioso, neanche lontanamente paragonabile a qualsiasi altro suo simile (e ce ne sono!). In poche parole: un capolavoro della storia del cinema, non solo horror.

In realtà, il cult di Carpenter deve più a Lovecraft che a Hawks. E’ dal genio di Providence che trae maggiore ispirazione, sia per l’ambientazione che per l’atmosfera e gli argomenti trattati. Qualcosa di amorfo ritrovato tra i ghiacci, l’ultimo sopravvissuto che lo affronta ritrovandosi faccia a faccia con l’atavico mostro, non possono non richiamare alla mente Le montagne della follia. Inoltre l’atmosfera tesa, apocalittica, fortemente claustrofobica, peliculas_de_terrorrichiama un po’ tutta l’opera di Lovecraft.  Non a caso infatti La cosa è considerato il primo della cosiddetta trilogia dell’apocalisse carpenteriana (seguito da Il signore del male e dallo straordinario Il seme della follia).

Nel capolavoro in questione, l’artigiano Carpenter unisce la sua durezza, immediatezza, il suo stile glaciale e diretto al pessimismo cosmico edil senso di apocalittico dell’autore americano. Quello che si genera è uno straordinario saggio sulla paranoia e sul sospetto, un film crudo e duro come un colpo di fucile, tesissimo (grazie anche alle musiche di Morricone) ed estremo. Carpenter infatti non risparmia nulla allo spettatore, non mancano scene raccapriccianti rese in maniera notevole dal maestro del make up Rob Bottin che mettono a dura prova gli stomaci più delicati.

Nel film, il protagonista Kurt Russell (mitico) si ritrova quindi alle prese con un nemico non identificabile, viene schiacciato dal sospetto e dall’impotenza, mentre il mostro continua ad assimilare i suoi compagni. Carpenter non dà ai propri personaggi e ai propri spettatori quindi il tempo di ragionare in una storia dove il buono d’un minuto prima diventa il cattivo di adesso.

Il film ha dunque la stessa struttura della creatura: “Ogni sua parte è qualcosa di intero. Ogni pezzo è un singolo animale con un desiderio innato di proteggere la propria vita”, spiega uno dei membri della base. La cosa fagocita letteralmente le proprie prede, le deforma e le fa diventare parte di sé, sia mentalmente (basti lacosa_3 (1)pensare agli eroi di Lovecraft, impazziti soltanto per aver capito ed accettato la verità) che fisicamente (il finale de La maschera di Innsmouth con il narratore che abbraccia letteralmente la sua nuova identità). E così si rimane col fiato sospeso per tutto il film, il cuore arriva in gola per i memorabili colpi di scena e si viene pervasi da un senso di panico che avvolge lo spettatore come fosse una nebbia densa e malefica. Basti pensare alla scena in cui Kurt Russell decide di analizzare il sangue di tutti i componenti della base!

Il film non ebbe un gran successo alla sua uscita, penalizzato dal suo integralismo horror, dalle scene violente ed esplicite e dalla concorrenza dell’alieno buono ET. Ma con gli anni è stato ampiamente rivalutato ed è diventato un vero e proprio cult movie, considerato uno dei picchi della carriera del grande Carpenter. Un titolo imperdibile per ogni cinefilo che si rispetti. Ma del resto solo l’idea che il miglior Carpenter incontri l’animo nero di Lovecraft mette i brividi e fa venire voglia di chiudersi in casa al buio, accendere le tv ed affiancare per l’ennesima volta il duro Kurt Russell, affrontare con lui l’alieno, la paura da lui generata e quella più nera che è dentro di noi. Guardarlo in faccia ancora una volta e combatterlo, pronti al sacrificio finale assoluto ma necessario… e la magia del cinema è tutta qui.

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About The Author

Sono Luca, ho 36 anni e vivo a Napoli. Da sempre appassionato di cinema, prediligo quello di genere, i b-movies ed i vecchi artigiani di una volta. Non riesco a decidere il mio film preferito, ci sto pensando da anni...nel frattempo continuo ad accumulare potenziali candidati. La mia citazione preferita: "Non riesco a ricordare di dimenticarmi", da Memento.