Coraline - 11 curiosità sul film di Henry Selick - Black Mària
venerdì, giugno 23, 2017
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Coraline – 11 curiosità sul film di Henry Selick

Io non voglio tutto ciò che desidero. Nessuno lo vuole. Non veramente. Che divertimento sarebbe, se potessi avere tutto ciò che desidero, senza problemi? Non avrebbe nessun valore.

 

Nel 2009, Henry Selick (dopo lo straordinario lavoro compiuto con Nightmare before Christmas) diresse Coraline e la porta magica,  un piccolo capolavoro d’animazione, ottenuto grazie alla tecnica stop-motion  ( in italiano, passo uno ) e primo del suo genere ad essere trasmesso in 3D.

Tratto dall’omonimo capolavoro per ragazzi di Neil Gaiman (American Gods, Stardust, Il cimitero senza lapidi), Coraline è un cartone a tinte dark, che i ragazzini guardano con stupore, e a provare paura sono i genitori; il film tratta infatti tematiche molto forti, come il male compiuto sui minori, mascherate dietro ad un mondo colorato, interessante, diverso dalla monotonia di tutti i giorni, dove “tutto è più bello, ma è solo una trappola!”

Pregno di un’intensa simbologia, Coraline è sicuramente un prodotto interessante, frutto di una mente visionaria come quella di Gaiman; grazie al talento di Selick ha trovato una perfetta realizzazione visiva e grazie alla tecnica “passo uno” il tocco creepy che trasuda dalle pagine del romanzo è ben visibile nella trasposizione cinematografica.

Ecco alcune cose che probabilmente non sapevate sulla lavorazione di questo film:

1) Per quasi tutto il libro, la piccola protagonista si trova da sola, di tanto in tanto accompagnata da un gatto. Il romanzo si traccia sui suoi pensieri. Cinematograficamente, sarebbe risultato pesante, soprattutto per il pubblico di riferimento, ovvero i ragazzi. Venne quindi creato il personaggio di Wybie, giovane vicino di Coraline, in modo che la bambina non dovesse parlare da sola, e rendere la scena visivamente più dinamica.

 

2) Per costruire il solo personaggio di Coraline, lavorarono 10 persone per ben 3-4 mesi.

 

3) Ad un certo punto del film, Coraline mostra 16 diverse espressioni facciali, in appena 35 secondi.

4) All’inizio, il tono del film sarebbe dovuto essere più leggero, quasi tendente ad un musical; la band They Might Be Giants registrò 10 canzoni, ma solo una venne mantenuta, per una breve sequenza. In un’intervista, il gruppo ha affermato che presto pubblicherà un album contenente i 9 brani avanzati.

 

5) Molti hanno cercato di decifrare le parole dell’inquitante colonna sonora del film. In realtà, trattasi di parole senza significato, poste totalmente a caso.

6) Nella versione originaria, il nome dell’Altra Madre è Beldam; questa figura appartiene alla mitologia celtica, e rappresenterebbe una vecchia megera. Tuttavia, in alcune versioni la Beldam è un demone avente l’aspetto di un ragno, con lo scopo di intrappolare i bambini nella propria ragnatela e di nutrirsene, o di liquefarli col veleno. Questa particolare versione della leggenda ha ispirato Gaiman nel tracciare il personaggio dell’Altra Madre.

 

7) Un’ulteriore curiosità sulla figura della Beldam: si ritiene che il nome del demone derivi da La Belle Dame sans Merci, ballata composta dal poeta inglese John Keats. Il protagonista, un cavaliere senza nome, trova una giovane fanciulla, che lo conduce in una grotta. Addormentatosi, il cavaliere sogna fantasmi di principi e re, i quali gli gridano di essere divenuti schiavi della “bella dama senza pietà”. Una volta sveglio, il cavaliere si ritrova solo, su di un arido pendio, ad aspettare. Molti avvenimenti di Coraline richiamano questo poema.

8) La neve presente nella pellicola è stata ottenuta con colla e bicarbonato di sodio.

9) Il regista Henry Selick appare in una sorta di “cameo”: suo è infatti il volto che compare sulla faccia di una moneta.

10) Il nome “Coraline” è il risultato di un errore di battitura da parte di Neil Gaiman; la protagonista avrebbe dovuto infatti chiamarsi Caroline, ma all’autore scivolarono le dita sulla tastiera. Gaiman scelse infine di mantenere l’errore.

11) In molte scene compaiono spoilers su ciò che succederà; per esempio, all’interno di una canzone o tramite figure disegnate su un muro, dettagli a cui, ad una prima visione, non si presta attenzione.

 

 

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Sono Elisa e sono su questa terra da ben 20 anni. Non credo di dovervi dire altro. La mia scrittura parla per me, c'è un pezzetto del mio essere in ogni parola che leggerete. Vi basti solo sapere che credo nell'arte, la reputo la parte più autentica dell'uomo. Voglio divulgare l'arte, e cercarne all'interno la vita.