#NerdWall - La fantascienza come paradigma dell'uomo - Black Mària
mercoledì, settembre 20, 2017
Black Mària

#NerdWall – La fantascienza come paradigma dell’uomo

Fin dai primi film di fantascienza come Metropolis di Fritz Lang sono stati introdotti all’interno della narrazione personaggi non umani, nel caso del capolavoro di Lang si parla di robot con intelligenza artificiale oppure, in altre svariate storie, extraterrestri che cercano di rapportarsi con gli esseri umani. Questo tipo di personaggi oltre a far parte del contesto in cui la storia si svolge hanno la funzione di specchio dell’umanità, esse hanno il compito di esemplificare aspetti tipici della natura umana, che una volta esplicitati e portati su qualcosa di non umano diventano visibili… Senza specchi non potremmo sapere com’è fatto il nostro viso, allo stesso modo questi personaggi servono per mostrarci aspetti dell’essere umano che non sarebbe possibile vedere se non fossero così esternati.

imageQualcuno mi potrebbe dire che questo genere di personaggi non umani esistono anche in altri tipi di storie e non solo in quelle di fantascienza, ma ad esempio anche nei film Fantasy e io risponderei che certamente è vero, ma che la fantascienza è più efficace nel trasmettere il messaggio paradigmatico ed educativo di questi personaggi. I film di fantasia spesso, se non sempre, hanno un’ambientazione e un contesto che visivamente richiama allo spettatore un immaginario pseudo medioevale o comunque un passato molto lontano e sconosciuto. Questo provoca, quasi automaticamente nello spettatore, un distacco dalla storia, con la conseguenza di vederla più come intrattenimento, evitando quindi di poter approfondire i vari aspetti educativi che un film di questo tipo offre. È chiaro che questo discorso va preso con le pinze ed è ovvio che ci sia sempre qualche eccezione che conferma la regola, ve lo dice un fan sfegatato de Il Signore degli Anelli che ha letto 5 volte il libro e visto decine di volte la trilogia di Peter Jackson e che potrebbe tranquillamente scrivere un articolo intitolato “Gli Hobbit come paradigma dell’uomo”.

Ma torniamo a noi e al punto di questo mio lavoro, perché la fantascienza è più efficace nel veicolare questo tipo di messaggio? Proprio per lo stesso motivo per cui il fantasy era meno efficace, un’ambientazione e un contesto che ci porta nel futuro attirerà di più la nostra attenzione perché se stupidamente potremmo dire che il passato non importa e che ormai, appunto, è passato, del futuro ci importa eccome e se, come spesso accade nella fantascienza, quel futuro non è proprio roseo allora saremo ancora più portati a capire cosa c’è che non va e il messaggio educativo sarà veicolato più efficacemente.

E questo vale per tutti i tipi di messaggi che questo tipo di film possano veicolare: messaggi di libertà e di denuncia ad ogni tipo di oppressione dittatoriale o di supremazia assoluta, fino anche all’amore o all’amicizia.

imageSi anche l’amore è un qualcosa che viene più facilmente veicolato dalla fantascienza. Prendiamo come esempio Her di Spike Jonze, nel film il protagonista si innamora del sistema operativo del suo computer che non ha niente di fisico: è solo una voce. Ma la storia tra Theodore e Samantha è forse una delle più belle che il cinema ci ha portato da molti anni a questa parte ed è un film di fantascienza, e la “lei” del film è solo la voce di un computer.

La fantascienza oltre ad essere un genere vastissimo e, amato dal pubblico, è veramente un terreno interessante su cui piantare semi di ragionamenti molto seri e che, veicolati attraverso un contesto a noi estraneo ma che comunque non possiamo ignorare, potranno mettere radici salde in noi se saremo attenti a coglierli e ad andare oltre alla meraviglia visiva che spesso questo tipo di film ci regala, capendo così che alieni, robot, AI, navi spaziali e viaggi negli angoli più remoti dell’universo non sono solo fantasia ma sono le nostre immagini, siamo noi riflessi su quello strano specchio che è la FANTASCIENZA.

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About The Author

Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro dovesse essere: "Non tentare di volare troppo in alto", come viene intesa in genere, e mi sono chiesto se non si potesse interpretarla invece in un modo diverso: "Dimentica la cera e le piume, e costruisci ali più solide" Stanley Kubrick. Movie junkie, mi piace vedere il mondo dietro le lenti dei mie wayfarer da sole.