L'Uomo Puma - L'anti-Superman italiano - Black Mària
lunedì, ottobre 23, 2017
Black Mària

L’Uomo Puma – L’anti-Superman italiano

“Come si dorme non è importante. Come si è svegli è importante.”

No, non è la frase di un nuovo articolo di benessere su Diva & Donna ma una delle sagge citazioni di Vadinho. Chi? Vi starete chiedendo. Beh, andiamo a scoprire insieme di chi stiamo parlando!

Sul finire del 1970, precisamente tra il 1978 e il 1980, escono nelle sale i primi due lungometraggi dedicati a Superman, film mai dimenticati che hanno gettato le basi per le pellicole sui supereroi, oggi più che mai apprezzatissime dal pubblico (e da chi le produce, visti gli incassi). Questa premessa è utile per introdurre il film di cui andremo a parlare: L’Uomo Puma.

luomo-puma-1Per cavalcare l’onda del successo di Superman, Alberto De Martino, decide di portare sul grande schermo le gesta del suo personale supereroe, l’uomo puma. Per interpretare il ruolo di Pumaman viene scelto Walter George Alton, un attore all’epoca sconosciuto con problemi nel recitare, vista la scarsa esperienza, piazzato esclusivamente come protagonista per problemi finanziari, tant’è che dopo qualche anno si ritirerà dalle scene per intraprendere la carriera da avvocato. Miguel Ángel Fuentes, attore messicano della quale segnaliamo una parte nel ben più famoso Fitzcarraldo (1982) di W. Herzog, interpreterà il sacerdote azteco

Vadinho, consigliere e braccio destro del Pumaman. Il vero pezzo forte del cast, e qui si spiega perché risparmiare sull’ingaggio del protagonista, è Donald Pleasance, che interpreterà il nemico Kobrasconosciuto ai più per ruoli come quello del Dott. Loomis in Halloween I e Halloween II o di Ernst Stavo Blofeld, antagonista di James Bond in 007 – Si vive solo due volte (1967).

Chiusa questa parentesi sullo scoppiettante cast, andiamo ora ad analizzare in breve la trama. Il tutto ruota intorno la teoria della discesa sulla terra degli extraterrestri, in particolar modo nei loro contatti con la civiltà Azteca. Come vedremo nel film, il protagonista Tony Farmes è un discendente del Dio Bianco che, sceso sulla terra in era preistorica, si accoppiò con una terrestre e diede vita alla stirpe degli uomini puma. A confessare a Tony questa incredibile verità sarà Vadinho, un sacerdote azteco che gli donerà anche la cintura magica in grado di conferirgli i poteri, tra questi: la super-forza, l’intangibilità e il volo, caratteristica principale di qualsiasi puma, oltre che a fargli indossare una magliettina nera con un semplice scarabocchio simile a un simbolo azteco e un mantellino striminzito di colore rosso. Il compito del nostro eroe sarà quello di recuperare dalle mani del malvagio Kobras che, in possesso di un’antica maschera Azteca in grado di controllare la mente umana, cercherà di manipolare l’intero pianeta. Tra una scazzottata, qualche muro attraversato non si sa bene grazie a quale potere, e un consiglio salutare di Vadinho, forse il nostro maldestro eroe riuscirà a salvare il pianeta.

luomo-puma-2Il comparto tecnico del film è più che scarso per essere nato come prodotto che vuole concorrere con moderno Superman. A divenire celebre sarà la scena del volo, esempio di come gli effetti speciali siano usati in modo tutt’altro che magistrale: il nostro Pumaman, impegnato a stare disteso e a dimenarsi, si troverà incollato malamente a una scenografia in movimento dietro le sue spalle, come se non bastasse, ad infierire sarà la soundtrack degna del compositore manuale di suonerie del Nokia 3310, anche se c’è da dire che il motivetto una volta ascoltato rimarrà in testa a lungo.

La critica dell’epoca lo demolì, addossandogli il fatto di essere un esempio di come il cinema italiano scopiazzi da Hollywood senza avere i mezzi adatti per farlo. Ad oggi il rating IMDB è di 2.1/10, evidentemente non hanno ben compreso l’importanza di questo film per qualsiasi cultore del cinema (spazzatura), chi oggi non farebbe follie per accaparrarsi le action figures prodotte all’epoca dell’uscita nelle sale? Penso nessuno, sano di mente, s’intende. L’uomo puma è forse il film che più incarna lo spirito del trash movie. È un film che merita di essere visto per svariati motivi: primo perché è italiano, e come è risaputo “italians do it better”, secondo perché vi farà ridere come non mai per il suo agglomerato di discorsi nonsense, frasi sconnesse tra loro, inquadrature da incubo ed effetti non tanto speciali e terzo perché vi sarà utile per riflettere. Riflettere su quanto oggi più che mai, serva un Uomo Puma per liberarci dalla miriade di film sui supereroi convenzionali in uscita nelle sale!

“Più Pumaman, meno Superman!”

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About The Author

Calabrese e studente al DAMS, mi domando sempre cosa sarà del mio futuro, nel mentre amo il cinema: soprattutto i B-Movie e i film di Nanni Moretti.