Potrebbe esser peggio... potrebbe annoiare - Black Mària
venerdì, giugno 23, 2017
Black Mària

Potrebbe esser peggio… potrebbe annoiare

Potrebbe esser peggio… potrebbe piovere” è la celeberrima frase, forse al pari della “tuonata”, che identifica questo capolavoro.

Era da tempo che volevo scriverci un articolo, purtroppo c’è voluta la morte di Gene Wilder per far sì che mi dessi una mossa.

Quegli occhi chiari, dannatamente capaci di innata espressività, conversano e si capiscono al volo con quelli strabici, sferici e non altrettanto graziosi di Marty Feldman.

Giusto una cosa, quando questa coppia scoppiettante compare in scena, vi è una sicurezza: impossibile contenersi.4ee13e2376

Un amico, un giorno, mi ha consigliato l’esilarante, in bianco e nero, Frankenstein Junior. Scettica, ma curiosa e in fondo in fondo fiduciosa, lo guardai e come intuibile ne rimasi colpita, tant’è che entrò di diritto nella mia scarna lista comedy. Mi trovai d’accordo con lui: per essere un film di quegli anni (’74) ha una forte comicità attuale (Elizabeth, donna frivola e furba ed Inga, aria spensierata dalla fasulla innocenza, ne sono due esempi). Una comicità che nella sua semplicità risulta geniale. Senza troppi fronzoli arriva diretta; qualunque sia la formazione dello spettatore. E anche se talvolta prevedibile e forse un tantino infantile, non risulta nè banale né sciocca (Frau Blucher e i nitriti di spavento, il contegno che cede all’insistenza e da un “no grazie” sfocia, come ci si aspetta, in una reazione poco pacata…).

-Spesso la comicità annoia, poiché come per i film d’azione, per stupire, deve sempre prevedere un crescendo, altrimenti il grado d’attenzione sfuma o, nel peggiore dei casi, si perde -.

Frankenstein Junior invece non stanca mai, e ogni volta non è mai come la prima; in quanto le battute si imparano presto a memoria. È un film da guardare quando si è giù, scarichi e con zero voglia di pensare: dato che pensa a tutto lui. E il fatto che non sia a colori aiuta a non perdersi troppo nella scenografia a discapito della trama.frankestein-junior-potrebbe-piovere

Frankenstin” è una rivisitazione brillante, dove Igor, con il suo continuo cambio di gobba, è il personaggio chiave. La sua presenza spassosa, anche senza pronunciare parola alcuna, e il suo atteggiamento instabile a causa della malformazione, catturano il piacere/favore del pubblico.

Menzione d’obbligo per l’adattamento italiano: meritevole e azzeccato che calza come un guanto anche laddove la traduzione non è proprio fedele all’originale.

Ecco che, ogni singola volta al sentire: “Si… può…fare!” vedo nel protagonista un po’ del mio amico. Non che abbiano tratti comuni così marcati, e più comportamentali che fisici, tuttavia rimanda un po’ alla sua follia, al suo sarcasmo e al suo intelletto da ingegnere. Ai giochi di parole come ne fa pure lui secondo il modello “lupo ululà e castello ululì” che nella pellicola trovano risposta dai fanciulli sepolti in noi.

Forse anche lui si riconoscerà un po’ nel co-sceneggiatore diretto da Mel Brooks: cose simili a noi, tendenzialmente suscitano la nostra simpatia.

-Lasciatelo dire quindi: sei uno “scienziato” affascinante ed eccentrico.-

Il mio amico ed io, discutemmo (come nel passo sulla pronuncia dei nomi e cognomi Frankestein, Frankenstin, Frederaick, Frederick, Igor, Aigor) e discutiamo ancora perché io e i film demenziali non andiamo d’accordo; non si può piacere a tutti allo stesso modo…

ma da tutto si può trarre qualcosa; giusto?

Dunque, grazie per l’input e
Buon compleanno Ben!

 

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About The Author

Con la possibile convinzione di non essere sicura di nulla, nemmeno delle mie capacità, convivo con la passione per l'arte in tutte le sue espressioni. Ho tanti, forse troppi, interessi, ma la monotonia mi ha sempre dato noia.