Liber - Liberi di essere diversi - Black Mària
lunedì, febbraio 12, 2018
Black Mària

Liber – Liberi di essere diversi

Liber, dal latino libro, libero (dal volere altrui).

Gli uccelli sono gli animali con la più vasta varietà di specie e a mio parere gli animali indubbiamente più liberi: controllano tutto dall’ alto, ma ciononostante sono allo stesso tempo distanti da tutto, dunque liberi (magari non lo sono, eppure mi piace pensarlo).

Per cui, se io potessi volare lo farei; e qualora un Qui-Gon Jinn mi dicesse: “Resta in quella carlinga”¹ io – sfruttando la mia immaginazione – proverei a farlo, in direzione dei miei obbiettivi.

“Se poteste avere un super potere, quale scegliereste?”

Io risponderei come dice Richard Bach in un passo di La magia del volo, così: “Credo di non aver avuto altro pensiero che volare da solo, andandomene qua e là oltre le nubi e cose del genere”.

Proprio leggendo questo libro mi è venuto in mente un film che vidi pressappoco all’età di 6 anni; Fly Away Home². Una ragazzina (Anna Paquin) affronta la sua crescita nel mondo con un padre (Jeff Daniels) con il quale non va subito d’accordo ma che con le sue competenze ed inventive aiuterà a far decollare, nel vero senso del termine, il sogno della figlia di salvare uno stormo di anatre. Anche se nel film se ne parla, al tempo non ne avevo idea, ma oggi mi è impossibile non collegarci le mie reminiscenze scolastiche riguardo Konrad Lorenz e l’imprinting con le sue paperelle. E’ da più di 15 anni che non lo vedo, ma ne ho impresse nella memoria immagini indelebili e guardando il trailer mi ritrovo tutt’ora a piangere ricordando le emozioni che scatenava in me e che evidentemente innescherebbe tutt’ora.

Tuttavia non è l’unico film che delinei concetti di volo e libertà.

Il magnifico The Aviator  firmato Scorsese, storia vera, li affronta, facendo emergere altresì e con maggior intensità la condizione psicologica ossessivo-compulsiva del protagonista. E’ possibile interpretare il tutto, da una parte come una mancata libertà del proprio Io dalla malattia, e dall’altra come una lotta continua ed assennata volta al raggiungimento dei propri obbiettivi. Coronato da tante statuette con quasi il doppio delle candidature e un Leonardo di Caprio dimostrante la sua bravura nelle vesti di un maniaco perfezionista.

Come è lecito notare, la figura dell’ aviatore e del volare in generale ad esso strettamente connesso, ha dunque sempre avuto un’ accezione legata alla libertà. Anche solo se si pensi al Piccolo Principe dove è intesa in senso lato di immaginazione e fanciullezza dell’animo da mantenere viva in tutti gli esseri umani. Anche Pearl Harbor che si potrebbe considerare un filmetto di poco conto, può acquisire un grande valore, oltre che per una delle scene d’amore più commoventi e romantiche, per il fatto di avvicinare ed interessare in qualche modo all’ avvenimento storico di incontestabile spessore mondiale. Per ciò si dice che è il peso che noi attribuiamo alle cose e non le cose stesse ad essere importanti. Il legame che intercorre tra queste (musica, parole, film, atti,…) e noi, non le cose di per sé. Spesso infatti, semplici gesti come dei sorrisi hanno più risonanza nelle nostre corde, che grandi cose spesso costose, ma vacue e vane.

Ma torniamo a noi, questa libertà di cui si parla, intesa in qual si voglia suo significato, esiste?

Ne siamo detentori?

A questo mondo non siamo assolutamente liberi di essere noi stessi, poiché troppo condizionati dai media che ci propongono ed inculcano innumerevoli stereotipi. Tanto per citarne uno: la magrezza, che mi porta istintivamente a menzionare un gioiellino: Little Miss Sunshine. In questa commedia drammatica, la piccola protagonista apprende il valore della sua persona grazie al fratello ( un Paul Dano, che non a caso sogna di divenire un pilota aereo).

Noi, non siamo liberi di essere.

Non siamo liberi di essere diversi, ma siamo liberi in modo diverso.

E questo essere diversamente liberi non è giusto. Dobbiamo pertanto lottare per diventare liberi di essere, di agire e di pensare.

La dissimilitudine come la libertà è una condizione da preservare e valorizzare, non da discriminare o punire. Negli X-men, il tema principale è questa diversità e, metaforicamente parlando, l’ ignoranza che alimentando la paura conduce all’odio per i mutanti. Eppure, chi di noi non vorrebbe avere una di quelle caratteristiche inusuali? Ognuno una differente?

Il fatto, puro e cristallino, è che noi siamo già tutti diversi uno dall’altra, con le nostre capacità (super poteri) spesso nascoste o ancora in germe. Tutt’al più, non essendo liberi di esprimerli ed esprimerci.

Tutti noi Olive Hoover, dobbiamo imparare che non è il nostro aspetto o la nostra taglia,o il nostro passato o i nostri errori a qualificarci. Ognuno di noi ha del bene da dimostrare e condividere, come del male da controllare.

Dobbiamo apprendere a liberarci dai pregiudizi e dagli archetipi che la società ci impone. Amy Alden libere di crescere ed imparare, Howard Hughes liberi di convivere con le proprie malattie e i propri problemi, senza doverci sentire danneggiati, manchevoli o non meritevoli.

Liberi da un tossico, nocivo e corrosivo conformismo come Chris McCandless³, aiutare gli altri ed essere felici.

Liberi di amare e di essere amati, come per assurdo, di non privarci di un gelato al cioccolato se ci va.

 


¹Star Wars – Episode 1- The Phantom Menace (Guerre Stellari -Episodio 1- La Minaccia Fantasma

²L’incredibile volo

³Into the Wild (Nelle Terre Estreme)

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About The Author

Con la possibile convinzione di non essere sicura di nulla, nemmeno delle mie capacità, convivo con la passione per l'arte in tutte le sue espressioni. Ho tanti, forse troppi, interessi, ma la monotonia mi ha sempre dato noia.